Associazione Arma Aeronautica Sezione Roma 2 Luigi Broglio

Fonte: StartMag, di Fabio Vanorio[1], 25 luglio 2019 Il 24 luglio lo State Council Information Office cinese ha diffuso un Libro Bianco sulla Difesa Nazionale (“China’s National Defense in the New Era”) come contrapposizione ai documenti statunitensi di National Security Strategy e National Defense Strategy. L’analisi di Fabio Vanorio.

Il documento include una valutazione della situazione della sicurezza internazionale e fornisce una spiegazione ufficiale della politica di difesa cinese, delle missioni, delle riforme militari e delle spese di difesa. Moltissime le analisi macro del documento, in particolare quella di Anthony Cordesman (CSIS).

Più complessa, invece, l’enfasi connessa all’avanzamento tecnologico. Dalla versione in lingua inglese del documento, infatti, non si trae nulla di eclatante che vada oltre quanto già noto nella letteratura e dichiarato precedentemente da Pechino…… ……Il futuro warfare riguarda una gamma di armi “intelligentizzate”, abilitate dall’Internet of Things (IoT) nello sfruttamento dei sistemi di informazione in rete integrati in tutti i domini. Alcuni scienziati militari hanno sottolineato che il 5G è vitale per consentire il processo di “intelligentizzazione”, poiché i tempi di latenza (ridotti a livelli infinitesimali con il 5G) consentono significativi miglioramenti nella condivisione dei dati, nuovi meccanismi di comando e controllo, e sistemi potenziati per soddisfare i futuri requisiti operativi. In particolare, il 5G è alla base della comunicazione tra macchine militari, dunque nell’impiego di sensori, droni (schierati individualmente o in sciami)…….   To read the full article click here  
[1]Fabio Vanorio è un dirigente del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Attualmente vive a New York. Si occupa di economia della sicurezza nazionale, mercati finanziari, ed economia internazionale (con particolare attenzione al climate change, ed ai rapporti tra Intelligenza Artificiale e crescita economica). Scrive anche per l’Istituto Italiano di Studi Strategici “Niccolò Machiavelli” e per l’Hungarian Defense Review.
DISCLAIMER: Tutte le opinioni espresse sono integralmente dell’autore e non riflettono alcuna posizione ufficiale riconducibile né al Governo italiano, né al Ministero degli Affari Esteri e per la Cooperazione Internazionale.
 
Fonte: Fondazione ICSA, di Gregory Alegi, luglio 2019. L’Osservatorio di Politica Internazionale ha pubblicato lo studio di ICSA sulle modalità per la possibile introduzione di un meccanismo Government to Government (Gov-to-Gov o G2G) nel settore della difesa e sicurezza. Il lavoro esamina l’approccio alle vendite G2G di cinque Paesi occidentali (Stati Uniti, il cui sistema Foreign Military Sales (FMS) è il primo e più diffuso G2G del mondo; più Regno Unito, Francia, Spagna e Svezia) e formula proposte operative in base a criteri di efficienza ed efficacia. L’industria italiana evidenzia di essere penalizzata sui mercati globali dalla mancanza di un G2G nazionale, con casi specifici anche nel recentissimo passato. L’impossibilità di firma governativa, in particolare, avrebbe già spostato commesse verso la concorrenza. Secondo lo studio, curato per ICSA da Gregory Alegi, l’eventuale meccanismo G2G italiano dovrebbe prevedere un livello decisionale politico e un soggetto attuatore, delegato anche alla firma per conto del governo. Esso resterebbe sottoposto a supervisione parlamentare innanzitutto in sede di approvazione degli accordi di collaborazione tecnico-militare che lo precedono. La ricerca suggerisce l’opportunità di riportare il momento politico alla Presidenza del Consiglio, com’era nell’impianto originario della legge 185/90, e individua, quale soggetto attuatore, SGD-DNA ferme restando le competenze UAMA sulle procedure di esportazione. Tale soluzione è attuabile in tempi molto ristretti, senza complesse modifiche legislative o creazione di nuove organizzazioni, ma riposa naturalmente sull’assunto del riconoscimento dell’interesse dello Stato a utilizzare l’esportazione di sistemi d’armamento nell’ambito della complessiva politica industriale e di sicurezza. Il G2G, che è alternativo alle tradizionali vendite da industria a governo, è richiesto da molti clienti per l’implicita garanzia politica in termini di stabilità di relazione, semplificazione gestionale e assenza di intermediari commerciali. I meccanismi G2G esaminati hanno in comune il perseguimento di interessi generali condivisi, l’esistenza di un accordo quadro di collaborazione, il rispetto della normativa sulle esportazioni, l’assenza di oneri o guadagni per lo Stato “venditore”. Alcuni si accompagnano anche a specifiche politiche di sostegno del settore. L’Osservatorio di Politica Internazionale è composto dal Senato, dalla Camera dei Deputati e dal Ministero degli Affari Esteri. To read the full report click here  
Credit: RUSI (Royal United Services Institute), by amb. Fredrik Löjdquist, Sept. 5th, 2019. A Swedish ambassador assesses his challenges and responsibilities in fulfilling a trailblazing role for his country. In September last year I was appointed the Swedish Foreign Ministry’s first ambassador and special envoy for countering hybrid threats. This is a natural development considering the worsening security policy situation in Europe and the widened scope of the antagonistic state threats that we are facing. My mission is threefold: to coordinate the activities of the foreign ministry relating to hybrid aggression, and analyse the consequences of the hybrid threat environment for our foreign and security policy; to represent Sweden in the growing international cooperation and discussion on countering hybrid threats; and, lastly, to be part of the intragovernmental coordination effort to understand and counter hybrid threats. Much of this focuses on connecting international cooperation and discourse on countering hybrid threats with our national efforts, thus contributing to a common strategic culture, both nationally and internationally. Keeping up with work in relevant EU institutions and councils, developing our partnership with NATO in this field as well and cooperating with the European Centre of Excellence for Countering Hybrid Threats in Helsinki are important parts of my portfolio. The number of international and national conferences and seminars on hybrid threats is growing rapidly, …. To read the full article click here
Credit: AIRFORCE MAGAZINE, by Brian Everstine, August 22nd, 2019. PALMDALE, Calif.—Northrop Grumman is expanding its side of the secretive Plant 42 facility here and hiring thousands of employees while development of the new B-21 bomber remains largely under wraps. An older tan hangar-turned-production facility sits next to recently built white and blue buildings. Another large hangar is still under construction, and trailers serving as offices are lined up on-site.   
                 The B-21 Raider, which might look like the illustration above, is expected to make its first flight in December 2021. Staff illustration by Mike Tsukamoto.
Heavy equipment dug through the dirt as speakers praised the evolution of the legacy B-2, which is helping lay the foundation for its next-generation successor, at a recent birthday ceremony at Northrop’s facilities…… To read the full article click here
Fonte: StartMag, di Aurelio Giansiracusa, 13 agosto 2019. L’approfondimento dell’analista ed esperto di cose militari, Aurelio Giansiracusa, animatore di Ares-Osservatorio Difesa. L’Italia sulla Difesa deve scegliere le priorità e lo deve fare in fretta. E’ quello che in sostanza l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, ha detto nei giorni scorsi in un seminario di Aiad, l’associazione che riunisce le imprese del settore difesa.

CHE COSA HA DETTO PROFUMO (LEONARDO-FINMECCANICA)

Il capo azienda di Leonardo (ex Finmeccanica), nel suo intervento, per quanto riguarda settore spaziale ha ricordato che in tale ambito “l’azienda ha già partnership con Thales” e che si tratta di “un campo che va verso un consolidamento e in cui è necessaria una profonda convergenza tra industria, Forze armate e governo”.

TRA SPAZIO E DIFESA

In questo settore, ha evidenziato Profumo, “l’Italia deve capire in quali aree ha capacità da tutelare in ambito europeo”, mentre la Difesa è ancora un settore nazionale e lo resterà a lungo, ma To read the full article click here