Associazione Arma Aeronautica Sezione Roma 2 Luigi Broglio

Colpa dell’Esa il black-out di Galileo?

Fonte: Start Mag, di Pietro Romano, 8 settembre 2019.

Lo scorso 11 luglio tutti i satelliti del sistema Galileo sono andati fuori uso. Le spiegazioni dell’Esa e non solo nell’editoriale di Aeronautica&Difesa firmato da Pietro Romano

E meno male che c’erano i “cattivoni” di mezzo mondo, dal presidente americano Donald Trump al neo zar russo Vladimir Putin, a dare una mano all’Europa dei “buoni”. Altrimenti, per un po’ di giorni, gli abitanti e i governi e le imprese del Vecchio Continente avrebbero dovuto fare a meno dei servizi di geolocalizzazione garantiti (si fa per dire, alla luce di questa esperienza) dal sistema di navigazione satellitare Galileo. Vale a dire dall’alternativa europea al Gps statunitense e al russo Glonass, integrabile comunque anche con altri tre sistemi analoghi: il giapponese Qzss, l’indiano NaviC e il cinese Beidou. Una storia complicata, dai molteplici risvolti, perfino spionistici o presunti tali, che in barba alla pan-informazione dominante – quella che ci fa sapere tutto di Belen, per intenderci – è passata praticamente sotto silenzio.

Lo stop è arrivato, improvviso, l’11 luglio, quando tutti i 22 satelliti funzionanti del sistema (su 26 complessivi) sono andati fuori uso, aggiungendosi ai due attualmente sotto esame, a quello rimosso dal servizio attivo a fine 2017 e da un altro indisponibile dal 2014. A questo punto è partito l’Sos al quale hanno risposto gli Usa e la Russia, a tempo pieno per una settimana e ancora per qualche tempo, fino al ritorno di Galileo alla piena funzionalità. Tra l’ilarità non solo dei rivali extra-europei ma anche del Regno Unito che, causa Brexit, è stato estromesso dai partner Ue…….

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